Seminario Italia 2005 Sikung S.Rawcliffe

Seminario estivo 2005 con sikung Shaun Rawcliffe

Redazione Budo
S.Rawcliffe, il più anziano istruttore occidentale rappresentante del Grande Maestro Ip Chun, è giunto in Italia per uno stage…..
DR§GI
Si, come ogni anno Si-Kung S.Rawcliffe è in Italia per il campo estivo. E noi dobbiamo ringraziare il nostro Sifu A.Riccardi che è Capo Istruttore dell’Italia Wing Chun Kuen. E’ lui che ci ha permesso, nel corso degli anni, di poter praticare wing chun direttamente con Yip Chun (figlio primogenito del Patriarca Yip Man) e Sikung S.Rawcliffe

Redazione Budo
Si, una presenza importante e come è stato accolto?
DR§GI
Sin dal primo giorno l’atmosfera che ci ha circondato è stata quella di una grande partecipazione collettiva (Milano, Firenze, Alessandria, Pavia , Lodi, Cagliari, Alghero, Novara , Empoli, Svizzera), soprattutto emotiva. Se A. Riccardi è davvero un padre per noi, Rawcliffe ha rafforzato maggiormente l’idea dell’importanza di esser parte di una grande famiglia. E non è un caso che Sifu Riccardi incontrò, nel lontano 1995, SiKung Rawcliffe e nacque una grande sodalizio per perseguire insieme gli stessi valori di umiltà, serietà e rispetto dell’essere umano.

Redazione Budo
Cos’è la cosa che vi ha colpito di più dello stage?
DR§GI
Tutto!!! Ma ciò che indubbiamente ha commosso ognuno di noi è stata la risposta di Rawcliffe, durante una cena, a una domanda di un allievo. Gli era stato chiesto quale era secondo lui la cosa più importante del wing chun. La risposta fu immediata: “il wing chun mi ha permesso di poter viaggiare e conoscere persone speciali come voi. La cosa più importante è la nostra famiglia e ciò lo dovete al vostro Sifu: Alberto Riccardi”. 

Redazione Budo
Si, ma in pratica cosa significa essere parte “di una famiglia”?
DR§GI
Noi ci riconosciamo come colleghi di pratica. Ci chiamiamo per nome per praticare. Chi ha più esperienza prende per mano chi ne ha un po’ meno. Ma in nessun caso vi è alterigia. Stanchi, forse, felici di parlare, scherzare, allenarci. Ognuno di noi ha un suo modo di vivere un esperienza. Alcuni sono espansivi, altri più introversi, ma negli occhi di tutti noi dell’I.W.C.K. c’è felicità. Questo noi abbiamo visto. Le porte sono aperte, ma sono le porte di una casa e quindi, è necessario una particolare predisposizione d’animo per entrarci e rimanerci: è il senso della famiglia. Maldicenza, invidia, che senso hanno in un seminario dove tutti siamo fratelli? Dove c’è un padre (Sifu), come si può non amarlo? Dove c’è un nonno (Sikung), come si può non farlo sentire a proprio agio? E’ difficile poter descrivere ciò che un seminario come quello estivo di quest’anno ti lascia nel cuore. Chi c’era comprende ciò che diciamo. Un grazie di cuore a tutti coloro che c’erano. Al Sifu che è stato molto opportuno. A Sikung, discretamente straordinario. Grazie
Redazione Budo
E dal punto di vista tecnico cosa si può dire?
DR§GI
Tra le tante cose che si potrebbero dire, se ne possono focalizzare almeno quattro.
1. Energia
Che cos’è? Come va allenata? Non si può dire se si tratta di Chi o semplice sfruttamento di tutte le componenti fisiche e mentali di un individuo, ma certamente praticando determinati esercizi per lungi tempo si riesce a sfruttare interamente l’energia che si trasmette dal terreno al corpo, La massima efficacia si ottiene allineando la nostra struttura scheletrica, perché è essa che ci permette di raggiungere elevati livelli di potenza. L’energia viene trasmessa dal nostro sistema scheletrico, dal terreno al tallone, proseguendo sino al ginocchio e all’anca e da essa al gomito. E spesso sono proprio i nostri muscoli ad essere da ostacolo alla liberazione di tale energia. Ad esempio un errato allenamento con i pesi può portare ad un rallentamento della nostra azione motoria. Si-kung ha mostrato diversi esercizi per allenare l’energia.
2. Stabilità
Senza stabilità non si può utilizzare la massima potenza. Se inizialmente si può parlare di equilibrio statico, con il tempo è bene allenare quello dinamico, che ci da la possibilità di far fronte ai cambiamenti repentini dell’avversario. Si può quindi passare dalla forma su una gamba ad esercizi di avanzamento calciando
3. Spostamento
Perché stare fermi quando l’avversario cerca di colpirti? Lo spostamento è fondamentale per scaricare l’energia del proprio avversario. E di esercizi ne esisto diversi, anche da allenare da soli, come ad esempio andando indietro a 45° utilizzando la rotazione del corpo (Juen Ma Kuen)

4. Ricerca interiore
Per apprendere il Wing Chun sono necessarie tre componenti: il maestro, il compagno e se stessi. Il processo d’apprendimento è lungo e costante e non può prescindere da un impegno e consapevolezza interiore. Nessuno può insegnare come “sentire” la forza dell’avversario. Il maestro può solo cercare di trasferire delle sensazioni e una corretta metodologia di allenamento. Il compagno serve per allenare quanto appreso dal maestro, ma senza un processo di maturazione interiore tutto sarebbe inutile!

Redazione Budo
Ma cosa vuol dire maturare?

DR§GI
Significa comprendere come allenarsi, sia con il compagno che senza. Un esempio? Proviamo a praticare per ore una stessa tecnica in un drill. Alla fine avrò migliorato la tecnica o sarò solo diventato più meccanico? Come potrà il mio corpo essere naturale di fronte ad una situazione di difesa personale se meccanicamente sarà portato ad eseguire un drill? Non sarebbe meglio eseguire un drill per pochi minuti e cambiarlo con un altro subito dopo? Ma questa è metodologia d’allenamento. La consapevolezza sta nel fatto di capire quando il mio corpo sta compiendo movimenti in modo meccanico.

Redazione Budo
E come si fa a capirlo?

DR§GI
Basta che il mio avversario esca dal drill e provi ad attaccarmi diversamente. Allora, come reagirà il mio corpo? Resterà fermo, s’irrigidirà o peggio ancora reagirà con uno scatto. Se succederà una di queste cose allora significherà che il mio allenamento sarà stato meccanico, perdendo totalmente di costrutto ed efficacia.

Dario Russo & Giovanni Ielpo


Comments are closed.