SIFU DAY
15 MAGGIO 2011
Sifu Francesco Cambielli * Sifu Dario Russo * Sifu Luca Scaparra

La nomina
di Sifu ad Honorem Causa è un grande riconoscimento che genera forti emozioni.
Ma non è solo un attestato individuale, ha anche una forte valenza collettiva.
Questo perché se sifu significa “padre”, non può esistere un padre senza almeno
un figlio. E quindi la festa del 15 Maggio 2011 è stata resa possibile grazie
alla partecipazione dei “figli” Allievi e Istruttori e nell’occasione erano
davvero numerosi, tra questi il nostro più anziano Istruttore Dai-Sihing
Fabrizio Paganin.
La grande partecipazione colettiva ha dato davvero un senso alla giornata. Ha rappresentato una tappa, un mailstone nel cammino di una famiglia unita e protesa alla realizzazione di un progetto comune; la tradizione del Wing Chun in continua evoluzione. E l’evoluzione è possibile grazie ai figli, con l’aiuto dei padri. Divenire padre non è possibile per auto proclamazione. Non ci si può alzare una mattina e decidere di nominarsi sifu. Oppure fondare una nuova associazione e nominarsi sifu a capo dell’organizzazione. Si rischia di prendere in giro se stessi e di conseguenza anche gli altri. Il processo di raggiungimento della figura “paterna” all’interno di una famiglia è un processo lento, continuo, attraverso il quale avviene la maturazione. E’ indispensabile sapersi sacrificare per costruire qualcosa per la scuola e per coloro che un domani saranno a loro volta dei padri e dovranno portare avanti il diffondersi del sapere, del know-how della scuola.
Allora il verbo più importante della Italia Wing Chun Quen, quello che mi è stato insegnato dal mio Sifu Riccardi, è quello di “dare” senza curarsi troppo del “ricevere”.
Ciò significa allenarsi con umiltà, rispettare gli altri ed aiutare chiunque, dai principianti ai più avanzati. Il padre è colui che aiuta i sui figli senza avere nessun tornaconto. Lo fa e basta. L’unica cosa che chiede in cambio è il rispetto della famiglia, ovvero seguire certe regole basilari all’interno della comunità. Questo principio di pensare più agli altri che a se stessi può essere portato avanti solo da persone che realmente lo condividono. La nostra famiglia è molto selettiva nella scelta delle persone e alcuni non hanno colto questa piccolo ma fondamentale principio.
Sifu Riccardi non valuta gli insegnanti per il numero di allievi che portano, o esclusivamente per le loro capacità tecniche, ma soprattutto per quello che riescono a dare all’interno della famiglia.
Non mi sono mai sentito mortificato nei momenti in cui avevo pochi allievi, ma spronato a reagire. Non ho mai avuto la minima sensazione di essere all’interno di una associazione, dove si vince il primo premio e di conseguenza onore e gloria, è colui che porta più allievi. L’unico e più pregiato premio è quello di essere sempre più parte di una grande famiglia.
Grazie Sifu Riccardi, grazie a tutta l’Italia Wing Chun Kuen.
Dario Russo