Stage di fine Anno San Colombano al Lambro (MI)
Lo stage ha visto la partecipazione di una quarantina di allievi tra insegnanti e studenti e le 4 ore di allenamento sono volate. Alla sera durante la cena con alcuni compagni è iniziata una conversazione con il Sifu impergnata sulla difesa da coltello.
Nella nostra scuola viene insegnato che la difesa a mani nude contro un coltello è un ‘impresa assai ardua se non impossibile.
Le possibilità di successo dipendono da diversi fattori, ma il più importante è legato all’abilità del aggressore, che tra l’altro non ci è concesso sapere a priori. Non è necessario praticare un arte marziale armata per capire quanto sia pericoloso un coltello in mano ad una persona. E le cronache quotidiane non smentiscono il fatto che, chiunque in preda ad raptus di follia omicida possa, armatosi di coltello, commettere delle azioni di una aggressività e determinazione fuori dal comune.
La prima cosa che si dovrebbe fare quando si è minacciati da un aggressore armato di coltello dovrebbe essere quella di cedere gli onori materiali (soldi e preziosi) per conservare tutti gli altri onori, compreso l’onore di vivere ancora!!
Già, ma purtroppo potrebbe capitare che vengano perpetuate delle minacce con contestuale violenza a persone a noi care. Cosa fare allora?
Beh, prima di pensare 
a cosa fare, bisognerebbe provare a trovarsi in tali situazioni. E la palestra può servire a cogliere alcuni frammenti dello stato d’animo che si proverebbe in situazioni reali.
La situazione sicuramente più brutta nella quale ci si possa ritrovare, è quella in cui il nostro aggressore ci spinga contro la parete con un coltello puntato alla gola. Nello stesso istante immaginare che un nostro caro debba subire delle violenze corporali da un altro complice. Razionalmente si possono pensare molte tecniche e ogni arte marziale ne offre diverse, più o meno efficaci.
Ma proviamo anche ad immaginare che il nostro aggressore sia mosso da uno stato d’animo carico di adrenalina, paura, eccitato da droghe o alcol e che ci insulti con veemenza, percuotendoci, strappandoci i capelli, dandoci dei pugni nello stomaco, mentre la lama fredda del coltello ci ricorda costantemente della nostra precarietà.
Chiunque provi a mettersi una lama ben affilata sulla gola e premerla con sufficiente pressione, potrà constatare che nessuna tecnica
al mondo può evitare di essere tagliati…forse mortalmente!
Ed in effetti non esistono dimostrazioni di difesa personale con lama di acciaio premuta sulla gola, garantendo però l’immunità per l’aggressore….o si usano dei coltelli di gomma o l’attaccante non reagisce!!
Torniamo allora al problema….il problema è che la persona a noi cara sta subendo una violenza e nessuna contropartita economica ha avuto successo nella trattativa. Noi siamo inchiodati al muro, con una lama alla gola, forse atterriti, impauriti, sofferenti per noi e per i propri familiari. E forse in quel momento quando il cervello non può più razionalmente darci una mano è il nostro corpo che ci viene incontro. Si ricorda meccanicamente la simulazione in palestra, la lama sulla gola già sentita, lo stato d’animo in piccola parte vissuto e l’unica cosa che si deve fare…aspettare. Si aspettare che la pressione del coltello sulla gola diminuisca, magari perché il nostro aggressore è attirato e ha fretta di partecipare ad altre situazioni che i sui compari stanno vivendo, o si è distratto per lo squillo del telefono..o altro…insomma aspettare che la pressione cali e agire. Agire in fretta, meccanicamente senza pensare alle conseguenze, che sicuramente ci saranno, eccome!
E’ allora importante in palestra imparare una sola tecnica a seconda della impugnatura del coltello (mano a sinistra, a destra o inversa). Quando agiamo dobbiamo aver ben presente il nostro obiettivo, che non è quello di disarmare il nostro aggressore diretto, ma di svincolarci per portare la nostra azione liberatoria verso la persona a noi cara. In questo modo potremmo avere una chance basata sulla sorpresa, altrimenti potremmo davvero perdere l’unica opportunità a noi concessa per salvare un nostro famigliare. La nostra azione dovrà essere esplosiva, potente e violenta mentre il nostro corpo si allontana velocemente per raggiungere l’altro assalitore.
Le tecniche
di wing chun utilizzate per la difesa da coltello sono semplici ed immediate, basate sugli stessi principi della difesa a mani nude, anche se con opportuni adattamenti alla circostanza.
E’ bene però ricordare che la difesa a mani nude contro un coltello non esiste, ma se si è abbastanza fortunati da poter avere una opportunità concessa dal nostro assalitore, allora è bene poterla sfruttare al meglio.
Nella nostra Scuola viene riservato anche un ampio studio delle medesime tecniche utilizzabili sia per la difesa a mani nude che da bastone contro bastone.
In questo duro allenamento ci si rende conto sempre che parlare di difesa personale è diverso che parlare di combattimento. L’allenamento per la difesa personale è mirato ad offrire una chance anche per chi non può allenarsi con continuità. La logica è quella di non cercare di combattere (perchè forse non si è capaci), ma di risolvere il problema in pochi secondi. E il wing chun te ne da la possibilità, grazie ai principi che rendono le sue tecniche estremamente efficaci.
Dario Russo