Seminario con G.Master Ip Chun

Good Experience

Inghilterra 1999

di Dario Russo


Finalmente il giorno era arrivato. Giovedì 8 Luglio 1999 noi, Alessio Peroni e Dario Russo, insieme al nostro SiFu Alberto Riccardi, siamo partiti alla volta dell’Inghilterra. A questo proposito dobbiamo ringraziare il nostro SiFu per averci regalato questa esperienza estremamente positiva. Il viaggio (in auto) non è stato dei più riposanti. Sedici ore d’auto per raggiungere Birmingham, con sosta di una notte a Saint Quentin (F). A Birmingham risiede l’associazione Midlands Wing Chun Kuen, con a capo Sikung Shaun Rawcliffe, il quale la sera stessa del nostro arrivo ci ha accolti con simpatia e cordialità insieme ad un altro illustre ospite: il Grand Master Yip Chun (il primogenito di Yip Man). Nonostante la nostra stanchezza per il viaggio, siamo rimasti a chiacchierare con gli amici d’Oltre Manica nella piazza nuova di Birmingham e tranne il nostro SiFu Riccardi, che già Lo conosceva, siamo rimasti stupiti della simpatia ed estrema semplicità del G.M. Yip Chun. Infatti, quando gli assicurammo che eravamo venuti dall’Italia in automobile, incominciò a ridere, a gesticolare e a prenderci in giro (e non aveva tutti i torti!). Il giorno seguente, Sabato, ci recammo a Cheltenham dove G.M. Yip Chun tenne uno stage presso la palestra degli istruttori D. Jones e S. Woodward. Avevamo già avuto l’occasione di ammirare il G.M. in Italia, invitato dal nostro Sifu Riccardi, ma quello che stupisce è che ogni hanno che passa sembra che invece di invecchiare ringiovanisca. Lui afferma che l’elisir della sua longevità è da attribuire alla pratica del Wing Chun. Secondo Lui la pratica frequente della Siu Nim Tao e del Chi Sao possono portare dei benefici alla salute. Tempo fa un suo amico cinese e maestro di Chi Kung gli chiese se non avesse mai praticato il Chi Kung, perché tutto lasciava intendere che lo avesse fatto, ma il G. M. rispose che non solo non lo aveva mai praticato, ma non sapeva neanche come si dovesse fare. La sola cosa che faceva era il Wing Chun, eppure… Durante il primo Seminario oltre alla salute, il G.M. si soffermò sul concetto della “leva” nel Wing Chun. Non certo la leva articolare, ma quella che secondo Leonardo da Vinci “poteva sollevare il mondo”. Per l’occasione prese un portacenere e chiese ai presenti come era possibile spostarlo compiendo il minimo sforzo possibile. Naturalmente ciò era possibile facendo leva con un ipotetico bastone posto alla base e facendo forza al suo estremo. Fisicamente si ottiene un valore del momento della forza molto elevato pur facendo uso di una forza molto limitata (per via del braccio della leva). Analogamente G.M. Yip Chun dimostrò come era possibile ottenere lo stesso effetto utilizzando il Wing Chun. Grazie alla collaborazione dell’allievo presente più corpulento (sembrava di assistere allo scontro tra Davide e Golia), mostrò un esercizio dal Chi Sao che Gli permise di spostare (e non di poco) il proprio oppositore senza esercitare una forza particolare e comunque, anche volendola usare non sarebbe riuscito, visto che il G. M. ha 74 anni e pesa circa 50 chilogrammi. Per ultimo ai propri allievi ha lasciato come ricordo l’esecuzione della Baat Cham Dao, la forma dei coltelli a farfalla. Eseguendola interamente per ben tre volte. Prima e dopo lo stage siamo stati invitati dai nostri amici inglesi a praticare il Chi Sao con loro. Siamo rimasti favorevolmente colpiti dalla loro disponibilità ad uno scambio tecnico di informazioni e non ad insensate e inutili dimostrazioni di forza. Ciò ha permesso un accrescimento delle reciproche conoscenze, non solo di Wing Chun, ma anche umane. Il secondo stage del G.M. Yip Chun fu tenuto nel sud del Galles, a Bridgend. In quell’occasione il G.M. mostrò l’importanza della rotazione nel Wing Chun e come deve essere allenata, sia da soli che in coppia. Non è mancata una dimostrazione di rotazione nel Chi Sao. Simpaticamente il G.M. per ogni situazione di attacco dell’avversario e di una sua contromossa, chiedeva agli allievi presenti cosa avrebbe dovuto fare il suo oppositore per metterlo in difficoltà, per poi reagire con un’ulteriore contromossa. Talvolta invitava lo stesso suggeritore a provare di persona. Dopo lo stage, come di consuetudine, siamo stati invitati a praticare il Chi Sao dagli allievi locali. Tra i presenti c’era anche un istruttore di Tang Lang, la scuola della mantide religiosa sette stelle, il quale ha invitato il SiFu Riccardi ad uno scambio di tecniche libero. L’aspetto più importante di quel confronto fu il rispetto reciproco, pur non venendo a meno lo scontro fisico. Prima di accomiatarci fummo intervistati da una reporter della BBC, la quale ci chiese come mai venivamo dall’Italia e se c’era piaciuto lo stage. La nostra risposta fu univoca: la nostra passione per il Wing Chun ci aveva spinto sino a lì ma la cosa più importante fu quella di costatare che la “famiglia” nell’associazione Wing Chun Kuen esiste davvero, sia in Italia, grazie a SiFu Riccardi, che in Inghilterra, grazie a Sikung Rawcliffe. A questo proposito vogliamo ringraziare gli amici Inglesi sia per l’ospitalità che ci hanno offerto sia per la loro disponibilità nella pratica del Wing Chun. Un ringraziamento particolare va data al Sikung Rawcliffe, il quale ci ha accettato come suoi allievi fin da subito, accogliendoci nella sua scuola di Birmingham gratuitamente e invitandoci quotidianamente a trascorrere le serate con Lui e il G.M. Yip Chun. L’ultimo e il più grande riconoscimento lo vogliamo dedicare al nostro SiFu Riccardi che ha reso possibile questa nostra GOOD EXPERIENCE e in ogni caso per aver creato una vera “famiglia” anche qui in Italia, della quale siamo onorati di farne parte. L’unica critica che possiamo farGli è quella di averci fatto dormire assai poco, visto che durante il giorno nel tempo libero quando non si praticava Wing Chun organizzava allenamenti di Thai Boxe Tradizionale, Escrima e Silat con alcuni noti Maestri Inglesi, mentre durante la notte si tenevano sedute di conversazione libera. Beh, chi dorme non piglia pesci!


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